acetone
È un disordine metabolico e si riconosce dall'odore caratteristico dell'alito, come di mele cotte. Quando le cellule non possono utilizzare gli zuccheri, bruciano i grassi e li trasformano in chetoni che vengono eliminati attraverso la respirazione e le urine. Nei pazienti diabetici, la presenza di acetone indica un livello insufficiente di azione dell'insulina.

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acidi grassi mono e polinsaturi
Gli acidi grassi sono elementi costitutivi dei lipidi. Sono composti da un gruppo carbossile seguito da una catena di atomi di carbonio lineare, legata ad atomi di idrogeno. Si dicono saturi quando presentano tutti legami semplici (-C-C-), monoinsaturi quando hanno un doppio legame (-C=C-) e polinsaturi quando hanno più doppi legami.

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alba o effetto alba
Aumento improvviso della glicemia, nelle prime ore del mattino. Generalmente il fabbisogno di insulina durante le ore notturne è stabile perchè il corpo è a digiuno. Vi sono tuttavia alcuni diabetici che, per fattori ormonali complessi, variano il fabbisogno durante il sonno, rendendo insufficiente la dose d'insulina serale. Questi soggetti al mattino si svegliano con una glicemia più alta di quella che avevano la sera precedente.

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albumina
Proteina semplice presente nel sangue. Quando la si riscontra nelle urine (albuminuria) può indicare una sofferenza renale

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algoritmo
Sequenza di istruzioni che, eseguite nell'ordine stabilito, permettono la soluzione di un problema in un numero definito di passaggi.

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alterazione metabolica
Condizione che interferisce con il normale complesso di trasformazioni biochimiche ed energetiche che avvengono permanentemente nel corpo umano. Il diabete può essere considerato un'alterazione metabolica.

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analoghi rapidi/lenti
Gli analoghi dell'insulina sono delle molecole sintetiche ottenute da una "modificazione genetica" dell'insulina umana. Esistono analoghi dell'insulina a velocità d'azione rapida e lenta. Con gli analoghi rapidi , il picco plasmatico è più elevato e più precoce e permette di controllare meglio la glicemia post prandiale. Gli analoghi lenti consentono una gestione migliore della glicemia durante la notte.

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anamnesi
Tutte le informazioni, notizie e sensazioni, fornite dal paziente e/o dai suoi familiari che possono indirizzare il medico verso una diagnosi esatta.

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angina
Dolore al torace provocato da un'insufficiente ossigenazione del muscolo cardiaco (ischemia). La causa è una transitoria diminuzione del flusso sanguigno attraverso le arterie coronariche.

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angiografia
Indagine radiografica per l'esplorazione del sistema vascolare. Si introducono mezzi di contrasto nel sistema circolatorio, capaci di evidenziare i vasi sanguigni. L'indagine è effettuata attraverso la generazione di immagini tramite varie tecniche di imaging biomedico.

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angiografia periferica/cerebrale
Si parla di a. periferica o angiocardiografia quando il mezzo di contrasto è inserito nel braccio tramite un catetere, si chiama a. cerebrale quando il mezzo di contrasto è introdotto attraverso i vasi del collo.
Vedi anche: angiografia

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angiopatia (micro-; macro-)
Alterazione dei vasi sanguigni (vene, arterie e capillari). Microangiopatia: ispessimento e indebolimento delle pareti dei capillari. I piccoli vasi si rompono, bloccando l´afflusso del sangue alle cellule. Macroangiopatia: grassi e grumi di sangue ostruiscono i grandi vasi riducendo il flusso sanguigno.

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angiotensina
Sostanza presente nel sangue che causa l'irrigidirsi dei vasi sanguigni e provoca un aumento della pressione.

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angiotensina
Sostanza presente nel sangue. In determinate circostanze causa l'irrigidirsi dei vasi sanguigni, aumentando la pressione.

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arteriografia arti inferiori
È una radiografia delle arterie. Per rendere visibili i vasi sanguigni viene utilizzato un mezzo di contrasto contenente iodio (che non lascia passare i raggi X e risulta opaco nella radiografia). L' arteriografia si dice "periferica"quando interessa le arterie degli arti inferiori (coscia e gamba) o superiori (braccio ed avambraccio).

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arteriosclerosi
L'arteriosclerosi è una malattia infiammatoria cronica delle arterie di grande e medio calibro che si instaura a causa dei fattori di rischio cardiovascolare: fumo, ipercolesterolemia, diabete mellito, ipertensione, obesità, ecc. Si suppongono anche altre cause, di natura infettiva e immunologica. Produce un ispessimento dello strato più interno delle arterie (placca aterosclerotica) che ostacola il flusso del sangue.

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arteripatia periferica obliterante (AOP)
Patologia sistemica (non compare mai da sola: è indice di arteriosclerosi e spesso concomitante con una patologia cardiovascolare come la cardiopatia ischemica o l’ictus). Si caratterizza per la riduzione del flusso di sangue lungo le arterie delle gambe che vengono parzialmente o completamente ostruite da depositi di grasso. Il restringimento delle arterie riduce il flusso di sangue agli organi vitali (arteriopatia periferica), con conseguente minor apporto di ossigeno: i tessuti diventano più fragili, più soggetti alle infezioni e con maggiore difficoltà a guarire delle ferite.
Vedi anche: vedi ischemia

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attacco ischemico transitorio (TIA)
Deficit neurologico focale di natura ischemica (non arriva il sangue) ad insorgenza improvvisa. La maggior parte dei TIA dura dai 5 ai 30 minuti.

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attività aerobica
L'attività aerobica è quella dove l'ossigeno è il necessario carburante energetico. È detta anche “di resistenza” o “endurance” (es: ciclismo, nuoto, corsa...)

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attività anaerobica
L'attività anaerobica non richiede ossigeno e concentra uno sforzo intenso in un tempo breve. (es. sollevamento pesi, scatti di velocità, golf).

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automonitoraggio glicemico
È il controllo della glicemia, attraverso frequenti misurazioni nell´arco della giornata. Serve al diabetico per verificare le scelte effettuate (in termini di quantità di insulina assunte e di esercizio compiuto) e quelle da fare. La misurazione avviene sul sangue capillare: pungendo il polpastrello con una lancetta, si ottiene una goccia di sangue da collocare sulla striscia reattiva da inserire nel "meter", strumenti computerizzati tascabili, capaci di derivare la concentrazione ematica di glucosio. La frequenza del monitoraggio varia a seconda del tipo di diabete e delle condizioni generali del diabetico.

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azotemia (urea)
Esame che serve per valutare la funzionalità renale, misura la concentrazione di azoto non proteico (urea) nel sangue. L’urea è un prodotto di scarto derivante dalla degradazione delle proteine, viene prodotta dal fegato e immessa nel sangue, per poi essere filtrata dai reni ed eliminata con le urine. Valori alterati segnalano una funzionalità renale insufficiente. Valori superiori a quelli normali possono indicare malattie renali acute o croniche, ostruzione delle vie urinarie, ridotto flusso di sangue ai reni dovuto per esempio a scompenso cardiaco, shock, ustioni, traumi, emorragie.Valori inferiori a quelli normali possono essere causati da epatiti, da un eccesso di idratazione, da una dieta povera di proteine o da malnutrizione.

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